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L'incedente
avvenuto nella sede torinese della ThyssenKrupp ha dimostrato in modo
eclatante che le morti bianche sono una vera e propria piaga sociale.
Il
Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione del
discorso di fine anno ha così commentato la questione sollevata dal
tragico incidente: «Il malessere sociale è nella insufficiente tutela
al lavoro, della vita sul lavoro. Questo è stato e rimane un mio
assilo».
Un assillo espresso anche dal Premier Romano Prodi che ha definito il caso un'emergenza nazionale.
Anche
prima che si verificassero i tragici eventi si era preso in
considerazione il problema, con la nuova Legge 123 del 3 Agosto 2007,
che stabilisce norme più severe per garantire la sicurezza ai
lavoratori.
A
proposito della sicurezza e della prevenzione al rischio si è espresso
anche il Presidente dell'INAIL Vincenzo Mungari, che ha posto
l'attenzione sull'importanza di reagire a un evento tanto doloroso, «al
fine di impedire in futuro che altri operai e altre famiglie abbiamo a
soffrire così tanto per sciagure che colpiscono chi lavora e che per
questo ha diritto di essere protetto, nel proprio interesse, in quello
della propria famiglia, ma anche delle aziende e del sistema produttivo
del nostro Paese.»
Entro
la metà di gennaio il CDA dell'INAIL chiederà un incontro ai Ministri
del Lavoro e della Salute e alle parti sociali per proporre di
destinare parte dei disavanzi economici e finanziari dell'istituto alle
politiche di prevenzione e all'innalzamento delle prestazioni in favore
delle vittime di infortuni sul lavoro e di malattie professionali; come
ha dichiarato il Consigliere di Amministrazione Luigi Agostini, per
«contenere con tutti gli sforzi possibili la tragica serie degli
incidenti sul lavoro, e procedere ad una grande riforma di tutto il
settore pubblico destinato alla prevenzione, allo scopo di innalzare
nel nostro Paese il livello della civiltà del lavoro.»
La
tragicità degli avvenimenti ha sensibilizzato le persone più attente,
tanto da indurli a prendere una posizione che finisce per coinvolgere
chiunque avverte il problema e la delicatezza del caso.
La
cantante Mariella Nava, in collaborazione con l'Anmil, l'Associazione
Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro, ha scritto una canzone sul
tema del lavoro, descrivendo le difficoltà quotidiane che devono essere
affrontate da chi esercita attività a rischio; anche il regista Daniele
Segre ha mostrato il proprio interesse nei confronti di una questione
tanto importante con il film Morire di Lavoro.
Nei
confronti di una problematica tanto complessa è propositiva l'idea del
giornalista di Oggi Salvatore Giannella, che rivolgendosi al Presidente
della Repubblica descrive come sia gestito in Svezia il problema delle
morti bianche, suggerendo di prenderne esempio inserendo anche in
Italia il ruolo dell'ombudsman, «la figura che fa da tramite» tra
sindacati e lavoratori e che oltre a garantire la sicurezza mantiene
attivo e costante il dialogo tra sindacati e datori di lavoro.
In
realtà grazie alla Legge sulla sicurezza, la 626 del 1994, esiste già
in Italia una figura professionale simile a quella dell'ombudsman, il
Responsabile dei Lavoratori per la sicurezza, scelto tra i colleghi e
formato per individuare le situazione di rischio.
Certamente
non sono le leggi che mancano, purtroppo sono le norme che non sempre
vengono messe in atto, perché la sicurezza, specialmente da parte delle
piccole imprese, viene vista come un costo che può essere evitato,
anche se troppo facilmente si dimentica che il prezzo da pagare è vita
e ferita sociale.
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